La possibilità di applicare una tensione esterna al morsetto di uscita quando l’uscita è disattivata dipende dal tipo di scheda di uscita utilizzata.
a) Moduli con uscite a relè elettromeccanico (Possibile)
Quando l’uscita non è attiva, il contatto del relè è fisicamente aperto. È quindi possibile applicare una tensione esterna al morsetto di uscita, poiché non esiste un percorso elettrico verso l’alimentazione della scheda di comando. Non sono presenti diodi parassiti o altri componenti semiconduttori che possano determinare un rientro di corrente verso la scheda.
b) Moduli con uscite OptoMOS (Possibile)
Quando l’uscita non è attiva, il circuito di uscita è completamente aperto e presenta un’elevata impedenza. I due MOSFET integrati, collegati back-to-back, bloccano sia le tensioni positive sia quelle negative. È quindi possibile applicare una tensione esterna all’uscita, entro i limiti massimi previsti dal componente, senza provocare la conduzione del dispositivo. La corrente di perdita è trascurabile (tipicamente nell’ordine di 1 µA).
c) Moduli con uscite statiche a driver – modulo alimentato (Possibile entro i limiti previsti)
Quando il modulo è alimentato e l’uscita è disattivata, l’applicazione di una tensione esterna sull’uscita può essere ammessa solo se la tensione applicata all’uscita non supera la tensione di alimentazione del driver.
d) Moduli con uscite statiche a driver – modulo non alimentato (Non possibile)
Quando il modulo è spento, l’applicazione di una tensione esterna sull’uscita può provocare la conduzione del diodo interno di ricircolo/clamp, creando un percorso di corrente verso l’alimentazione interna del driver.
Visto che la tua esigenza è di accendere il sistema quindi applicheresti la tensione a modulo non alimentato, puoi realizare il circuito che hai ipotizzato solo nei casi a) e b).