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Sergio Bertana

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  • in risposta a: Comandare carico in parallelo ad uscita digitale #86341
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    La possibilità di applicare una tensione esterna al morsetto di uscita quando l’uscita è disattivata dipende dal tipo di scheda di uscita utilizzata.

    a) Moduli con uscite a relè elettromeccanico (Possibile)
    Quando l’uscita non è attiva, il contatto del relè è fisicamente aperto. È quindi possibile applicare una tensione esterna al morsetto di uscita, poiché non esiste un percorso elettrico verso l’alimentazione della scheda di comando. Non sono presenti diodi parassiti o altri componenti semiconduttori che possano determinare un rientro di corrente verso la scheda.

    b) Moduli con uscite OptoMOS (Possibile)
    Quando l’uscita non è attiva, il circuito di uscita è completamente aperto e presenta un’elevata impedenza. I due MOSFET integrati, collegati back-to-back, bloccano sia le tensioni positive sia quelle negative. È quindi possibile applicare una tensione esterna all’uscita, entro i limiti massimi previsti dal componente, senza provocare la conduzione del dispositivo. La corrente di perdita è trascurabile (tipicamente nell’ordine di 1 µA).

    c) Moduli con uscite statiche a driver – modulo alimentato (Possibile entro i limiti previsti)
    Quando il modulo è alimentato e l’uscita è disattivata, l’applicazione di una tensione esterna sull’uscita può essere ammessa solo se la tensione applicata all’uscita non supera la tensione di alimentazione del driver.

    d) Moduli con uscite statiche a driver – modulo non alimentato (Non possibile)
    Quando il modulo è spento, l’applicazione di una tensione esterna sull’uscita può provocare la conduzione del diodo interno di ricircolo/clamp, creando un percorso di corrente verso l’alimentazione interna del driver.

    Visto che la tua esigenza è di accendere il sistema quindi applicheresti la tensione a modulo non alimentato, puoi realizare il circuito che hai ipotizzato solo nei casi a) e b).

    in risposta a: Conversione in seriale lettura da encoder TTL #86328
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Sia i nostri moduli CPU che i moduli I/O digitale PCB124B000 e PCB124B010 possono acquisire segnali encoder in quadratura. Sui moduli CPU gli ingressi hanno range da 5 a 30 standard, mentre sui moduli di I/O digitali devi inserire i ponticelli di selezione ingresso a 5V. Sui moduli CPU gli ingressi si possono pilotare sia in modo PNP che NPN mentre sul modulo I/O digitale gli ingressi sono solo PNP.

    Visto che devi acquisire il valore di conteggio puoi utilizzare il modulo CPU compatto MPS956 con interfaccia ethernet e seriale RS232, se ti serve invece l’interfaccia RS485 devi utilizzare il modulo CPU MPS054.

    Per l’acqusizione della quota encoder devi utilizzare il FB SysGetEncoder, nella pagina di manuale trovi degli esempi in linguaggio ST. Appoggiando il valore di conteggio su una variabile DWORD nella DB100 potrai direttamente acquisirlo via Modbus.

    Se invece vuoi gestirti un tuo protocollo personalizzato puoi trovare nella knowledge esempi di programmi che gestiscono sullo stream di comunicazione (Seriale o ethernet) comunicazioni a linea di comando.

    in risposta a: Utilizzo terminale operatore Picoface su sistema SlimLine #86231
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    In effetti per la gestione del terminale Picoface e per la gestione del display integrato nei sistemi Netlog veniva fornita la libreria eLLabHMIBuiltInLib (Manuale) che non è più presente nei nuovi packages di libreria, per utilizzare la tua soluzione ti basta includere nel progetto la libreria scaricabile dal ns sito.

    Come funzionava la gestione del pannello Picoface, in LogicLab nel TAB Resources era possibile aggiungere interfacce HMI definendo i vari messaggi da visualizzare (Screenshot). Questa gestione seppur fosse facile da usare è stata sorpassata dall’avvento dei nuovi pannelli touch, nei prodotti Weintek che noi commercializziamo nella famiglia iP si trova un pannello da 4.3″ ad un costo molto simile al nostro pannello Picoface.

    Quindi vista la complessità di mantenere la gestione nel TAB Resources della definizione dei messaggi con le nuove versioni di LogicLab si è eliminato questo tipo di gestione mantenendo la possibilità di gestire i pannelli da programma.

    • Con il FB HMIAInOneNetlog è possibile gestire il display integrato nei sistemi Netlog
    • Con il FB HMIAInOnePicoface è possibile gestire i pannelli Picoface
    • Con il FB HMICustomMng è possibile gestire qualsiasi pannello HMI realizzato dal cliente
    in risposta a: Riavvio PLC SlimLine da remoto #86221
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Nei sistemi basati su processori ARM come il MPS050xxx l’OSID_PLC_COMMAND non è gestito e quindi ecco che viene generato l’errore 9924120.

    Però se fai scattare il watchdog mandando il programma in un loop infinito, la CPU deve riavviarsi in entrambi i modelli di CPU. Ma esistono due condizioni che potrebbero portare alla tua situazione:

    • Su MPS050xxx sono presenti i ponticelli LK1 e LK9 è importante verificare che siano impostati nella configurazione Normal operation, LK9 inserito LK1 disinserito.
    • Se esegui il loop infinito ed hai LogicLab connesso al sistema viene eseguito il reset ma il programma PLC non si riavvia in automatico.
    • Nell’altro caso se esegui il loop infinito viene eseguito il reset ma se entro il primo minuto dal riavvio del programma viene nuovamente eseguito un loop infinito verrà nuovamente eseguito il reset del sistema ma dopo 10 esecuzioni successive l’esecuzione programma PLC viene arrestata.
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Sia in Excel che in LibreOffice l’operazione è molto semplice, basta inserire una nuova colonna per il valore espresso in Data/Ora, per ogni cella inserire la formula “=Xx/86400+DATA(1970;1;1)“, dove Xx indicano la colonna e la riga del valore in timestamp (Esempio A1, A2, … An).

    Occorre poi formattare le celle della nuova colonna nel modo corretto:

    • Seleziona la cella con
    • Formato Celle.
    • Scheda Numeri.
    • Categoria Data oppure Personalizzato, inserendo un formato personalizzato come: GG/MM/AAAA HH:MM:SS
    in risposta a: Informazioni su adattatore 1-Wire a RS232 DS9097U #86178
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Il DS2480B è un bridge Seriale/1-Wire progettato da Analog Devices, gestisce tutta la temporizzazione del protocollo 1-Wire, permettendo di comunicare tramite una normale interfaccia seriale RS232.

    Per quanto riguarda il livello del segnale sul bus 1-Wire opera a 5 V, con driver open-drain e active pull-up quindi non è adatto ad un bus 1-Wire a 3.3 volt.

    Si collega all’interfaccia standard RS232 ma necessita di una serie di comandi specifici per gestire il segnale sul bus 1-Wire, per i ns sistemi programmabili rendiamo disponibile il FB OWireCore al quale possono connettersi altri FB per la gestione di vari sensori. Per quanto riguarda il modo Linux è disponibile il pacchetto OWFS (One-Wire File System) che supporta direttamente il DS2480B.

    In merito alla tua richiesta, il bus 1-Wire a 3,3 V è molto usato con i microcontrollori, la linea dati è open-drain/open-collector con una resistenza di pull-up verso 3,3 V. Può essere gestito direttamente da software utlizzando un comune GPIO anche se occorre prestare attenzione alla lunghezza dei cavi ed a eventuali disturbi elettromagnetici.

    Da quanto ne so per usare un bus 1-Wire su GPIO in Linux si usa il sottosistema kernel Linux w1 (1-Wire subsystem), che supporta un master 1-Wire realizzato tramite GPIO.

    in risposta a: Impostazione moduli iR-ETN con espansioni analogiche/digitali #86168
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Probabilmente vedi “tre volte lo stesso modulo” non per bug del software, ma per un comportamento tipico quando la configurazione Offline creata nel progetto non corrisponde alla configurazione Reale (Online) dei moduli montati sulla barra DIN.

    Se EasyRemoteIO ti dice che “l’applicazione online è diversa da quella offline”, significa che il coupler iR-ETN sta leggendo i moduli reali che però non coincidono con la lista dei moduli che hai messo tu a schermo. Quando provi ad andare online, il sistema va in errore o mostra dati incoerenti.

    Invece di aggiungere i moduli a mano, lascia che sia il PC a leggere la configurazione reale:

    • Apri un nuovo progetto pulito in EasyRemoteIO.
    • Aggiungi solo il coupler iR-ETN e imposta il suo indirizzo IP.
    • Clicca sul pulsante “Auto Scan” (Rilevamento automatico).
    • Il software interrogherà direttamente l’iR-ETN e caricherà l’esatta sequenza di moduli collegati fisicamente.

    Se anche con l’Auto Scan vedi sparire i moduli o non compaiono quelli analogici, c’è un problema hardware reale sulle connessioni laterali (iBus).

    in risposta a: Impostazione moduli iR-ETN con espansioni analogiche/digitali #86160
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Da quello che descrivi, il comportamento non è normale: se il coupler iR-ETN vede il DM16-P dovrebbe vedere anche AM06-VI e AI04-TR, a meno che non ci sia un problema di riconoscimento del bus interno o di configurazione.

    Se EasyRemoteIO mostra solo: Slot 1 -> DM16-P e gli altri slot sono vuoti, significa che il coupler non li sta rilevando. Le cause più frequenti sono:

    • Un modulo non perfettamente inserito nel connettore laterale
    • Un connettore iBus sporco o danneggiato
    • Un modulo difettoso
    • Un problema di alimentazione analogica (nel tuo caso dici che AM06-VI è alimentata correttamente)

    L’espansione AI04-TR non riconosce automaticamente il tipo di sensore, per ogni canale bisogna impostare il tipo di sensore connesso (Pt100, Pt1000, K, J, ecc). Questa configurazione si esegue tramite EasyRemoteIO scrivendo i parametri del modulo. Ma se il modulo non viene rilevato, il software non può nemmeno mostrarne i parametri, quindi prima bisogna risolvere il problema della connessione dei moduli.

    in risposta a: Acquisizione tensioni negative su modulo PCB126 #86129
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Il modulo analogico PCB126 viene fornito in due versioni con 5 o 10 ingressi analogici differenziali. Tramite ponticelli sul modulo è possibile impostare gli ingressi con range 0-1 Volt (Ponticello disinserito) o 0-10 Volt (Ponticello inserito). Con ingressi differenziali è possibile acquisire sia segnali positivi (Valore su AI0x- inferiore a valore su AI0x+) che segnali negativi (Valore su AI0x- superiore a valore su AI0x+).

    Ma essendo gli ingressi riferiti al GND non è possibile fornire sugli stessi un valore di tensione negativo, quindi posso acquisire tensioni negative solo se il dispositivo che la genera NON ha riferimenti con segnale GND del modulo. Se è necessario acquisire più segnali negativi occorre che siano tutti riferiti allo stesso potenziale di massa e NON devono avere riferimenti con segnale GND del modulo.

    Il modulo PCB126 ha il circuito di acquisizione A/D da 5 canali galvanicamente isolato dalla alimentazione quindi il suo segnale GND è “flottante”. Nel modulo con 10 ingressi analogici i circuiti di acquisizione A/D sono due da 5 canali ciascuno galvanicamente isolati dalla alimentazione.

    Non è possibile acquisire segnali nel range 0-10 Volt perchè inserendo il ponticello si abilita un partitore di tensione su entrambi i canali AI0x- e AI0x+ riferito al segnale GND che NON avendo riferimenti al dispositivo che genera la tensione da acquisire non funziona correttamente.

    in risposta a: Comunicazione con radiomodem di backup #86114
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    L’idea di utilizzare dei radiomodem in banda libera come backup (ridondanza) è assolutamente sensata e fattibile, ma attenzione alla morfologia del territorio. I fiumi si sviluppano quasi sempre in valli, gole o comunque in punti depressi rispetto al territorio circostante. Questo significa che la linea di vista ottica (LOS – Line of Sight), fondamentale per le frequenze radio, è spesso ostruita da sponde, vegetazione fitta (foreste ripariali) o curve morfologiche. La soluzione migliore per questo scenario è sicuramente l’utilizzo di radiomodem serie D1 a 169 MHz (banda VHF) vediamo il perchè

    • Superamento degli ostacoli (Diffrazione): Le onde a 169 MHz hanno una lunghezza d’onda di circa 1,8 metri. Questo permette al segnale di “aggirare” e scavalcare ostacoli naturali (alberi, colline leggere) per diffrazione molto meglio rispetto alle microonde.
    • Zona di Fresnel: A parità di distanza (8 km), la zona di Fresnel (il “fuso” di spazio che il segnale radio richiede libero da ostacoli) a 169 MHz è più ampia, ma la capacità della bassa frequenza di penetrare la vegetazione compensa ampiamente questo fattore rispetto agli 868 MHz, che verrebbero completamente bloccati dalle foglie bagnate.
    • Portata in aria: In condizioni di buona visibilità, i 169 MHz coprono tranquillamente 10-15 km anche con i limiti di potenza della banda libera (tipicamente 500mW ERP in questa specifica banda per usi industriali/tracking).

    Per quanto riguarda lo scenario applicativo, i radiomodem hanno interfaccia seriale, mentre le tue stazioni hanno interfaccia ethernet, quindi pensavo di proporre un modulo CPU SlimLine che gestisca l’interfaccia tra la stazione ed il radiomodem. Ipotizzando che la stazione sia gestibile da protocollo Modbus lo SlimLine può acquisire i dati dalla stazione con il FB ModbusMaster, la sua seriale connessa al radiomodem riceverà le interrogazioni dal sito di raccolta dati fornendo in risposta i dati desiderati.

    Anche nel sito di raccolta dati ipotizzo l’utilizzo di un modulo SlimLine connesso al radiomodem, il suo programma eseguirà ciclicamente le interrogazioni delle 4 stazioni rendendo i dati acquisiti fruibili al dispositivo di raccolta.

    Purtroppo nelle comunicazioni via radio non vi è mai la certezza del collegamento, usando un tool gratuito come Ligowave Link Calculator, inserendo le coordinate esatte dei 4 siti e del centro raccolta, saprai subito se c’è visibilità radio o se dovrai obbligatoriamente pianificare una stazione che faccia da ripetitore su un’altura.

    Essendo una applicazione alimentata con cellula fotovoltaica, occorerà gestire lo stand-by del radiomodem abilitandolo solo ad intervalli predefiniti di tempo per economizzare sul consumo elettrico. O addirittura accendendolo solo se necessario attivare la comunicazione di back-up.

    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    La soluzione Comet utilizza i datalogger compatti della famiglia Uxxxx (Manuale utente). Questi datalogger funzionano a batteria il tempo di funzionamento varia da alcuni mesi fino a diversi anni, a seconda delle impostazioni del dispositivo. In alcuni dispositivi la batteria e di tipo ricaricabile in altri và sostituita.

    • Modelli U2422, U3430, U4440, U8410: hanno batteria ricaricabile Li-Ion integrata A8200, 3,6 V/5200 mAh e possono essere connessi ad un caricatore USB Type-C come quello dei cellulari.
    • Tutti gli altri modelli hanno batteria al litio da 3,6 V da sostituire, formato AA, capacità 2200 mAh, Tipo consigliato: Tadiran SL-760/S, 3,6 V, 2200 mAh

    Tutti questi datalogger memorizzano nella loro memoria interna i dati campionati che possono essere scaricati collegandoli ad una porta USB di un PC. In questo case-study Comet ha utilizzato un USB device server (Silex DS-510 ethernet o DS-520 WiFi) per remotare la connessione USB via ethernet o WiFi. In questo modo è possibile scaricare i dati da rete, ma attenzione i dispositivi vanno comunque connessi in USB con il device server e quindi occorre tenere presente la lunghezza massima delle connessioni USB che per USB 2 è di 5metri.

    Una alternativa sempre in casa Comet può essere offerta dal Ethernet Multilogger che permette di eseguire il log di 4 sonde esterne temperatura/umidità. Il dispositivo può funzionare sia a batteria che con alimentatore (L’alimentatore è necessario se connesso alla rete ethernet). E tramite la rete ethernet di cui è provvisto è possibile da browser eseguire la lettura dei dati in tempo reale, vederne graficamente l’andamento e scaricare i dati loggati.

    Una ulteriore alternativa in casa HW-group può essere offerta da Perseus, il dispositivo và alimentato (Ne esiste anche una versione PoE) e permette di acquisire sonde di temperatura ed umidità. Inoltre è dotato di un datalogger integrato da 32 Mbyte (Approx. 800 000 records). Da browser è possibile eseguire la lettura dei dati in tempo reale e scaricare i dati loggati.

    in risposta a: Irregolarità sulla velocità rotazione motore #86088
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Iniziamo con il dire che un “errore lettura da multimetro” sugli inverter può dipendere da diverse cause, spesso non è un vero guasto ma un problema di misura o tipo di segnale. Gli inverter generano molto rumore elettromagnetico e spike ad alta frequenza che possono interferire con la misura.

    Veniamo adesso al tuo problema, da come il cliente lo riporta, mi farebbe pensare ad un limite di corrente sul motore, se possibile farei fare queste verifiche:

    • Parametro P17.20: AI2 input voltage, visualizza la tensione in ingresso analogico AI2. Così può verificare se questa effettivamente varia.
    • Parametro P17.04: Output current, visualizza la corrente in uscita del’inverter. Così può verificare se quando la velocità del motore cambia si ha un incremento della corrente tale da portare al limite impostato che provoca quindi una limitazione dei giri.
    • Parametro P02.05: Rated current of async-motor, definisce la corrente del motore, imposta l’esatto valore in Ampere (A) riportato sulla targa del tuo motore.
    in risposta a: Monitoraggio ambiente in sito produttivo #86074
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Analizzando l’architettura del sistema avremo:

    • Nr 2 sistemi Perseus a cui verranno collegate 1 sonda HWPHT1W03M – Sensore combinato di umidità e temperatura 1-wire e 1 dispositivo DeltaOhm ARW-PMSense in Modbus RS485.
    • Nr 1 sistemi Perseus a cui verranno collegate 2 sonde HWPHT1W03M – Sensore combinato di umidità e temperatura 1-wire e 2 dispositivi DeltaOhm ARW-PMSense in Modbus RS485.

    I sensori forniti da HW-group sono automaticamente riconosciuti dal sistema ed i loro dati acquisiti direttamente. Per quanto riguarda i sensori connessi in seriale RS485 Modbus è possibile definire i registri da acquisire a cui verranno abbinate variabili all’interno del sistema (Screenshot).

    Per quanto riguarda il logging dei dati, esistono diverse possibilità:

    • Abilitare il logging direttamente nel Perseus, il registro dati (datalog) dei valori misurati ha una capacità attuale di 32 MB, che corrisponde a circa 1.000.000 di valori. Non tutti i valori vengono registrati automaticamente, ma solo le variabili per le quali è stato attivato il logging selezionando l’opzione dal menù General->Log.
    • Abilitare l’invio al portale SensDesk piattaforma cloud di HW group. I dati vengono salvati nel cloud con storico continuo (data logging automatico). Lo storage è sufficiente per mesi o anni di dati, in base al piano acquistato in licenza con possibilità di consultazione On-Line o esportazione dati (CSV/PDF).
    • Le prime due soluzioni sono senza utilizzo di programmi esterni, ma essendo tutti i dati acquisiti dal Perseus disponibili da protocollo Modbus e SNMP è possibile utilizzare programmi esterni su PC per l’acquisizione e lo storage.
    in risposta a: Monitoraggio ambiente in sito produttivo #86063
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Prima di procedere con una eventuale offerta precisiamo che, al momento, non abbiamo sensori per la misura delle polveri sottili. Dovremmo pertanto lasciare tali sensori fuori dalla nostra offerta.

    Per quanto riguarda i datalogger sarei propenso alla formulazione di una offerta basata sul sistema Perseus il naturale erede della famiglia Poseidon, ma più performante ed in grado di acquisire anche sensori di terze parti via RS485 (Modbus RTU).

    in risposta a: Informazioni su sensore di temperatura WiFi W07x1 #86052
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Il sensore di temperatura WiFi per sonde Pt1000 W07x1 disponibile per acquisizione di 1 sonda o di 4 sonde Pt1000 ha connettività WiFi: 2.4 GHz (802.11 b/g/n) e supporto alla sicurezza: WPA2, WPA3, WEP, WPA-Enterprise ecc. permette accesso dati su connessione locale in:

    • HTTP / HTTPS
    • Modbus TCP
    • SNMP (v1/v2c/v3)
    • JSON / XML (HTTP GET/POST)

    E’ possibile inoltre abilitare l’invio dei dati dati a servizi o programmi forniti dal produttore COMET:

    • COMET Cloud è servizio cloud per il monitoraggio remoto dei dati provenienti dai sensori e data logger. Se abilitato il sensore invia i dati al servizio ed accedendo da browser da PC o smartphone è possibile controllare i dati in tempo reale, consultare storici e grafici, ricevere allarmi e notifiche.
    • COMET Database è un sistema di archiviazione usato senza cloud (quindi in rete locale), basato su un database centralizzato su PC o server aziendale, raccoglie e salva i dati misurati dai sensori e permette di visualizzare, analizzare ed esportare i dati storici.

    Quindi rispondendo alla tua domanda la risposta è si è possibile usarlo esclusivamente in rete locale, le certificazioni sono fornite con il prodotto.

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