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Sergio Bertana

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  • in risposta a: Acquisizione tensioni negative su modulo PCB126 #86129
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Il modulo analogico PCB126 viene fornito in due versioni con 5 o 10 ingressi analogici differenziali. Tramite ponticelli sul modulo è possibile impostare gli ingressi con range 0-1 Volt (Ponticello disinserito) o 0-10 Volt (Ponticello inserito). Con ingressi differenziali è possibile acquisire sia segnali positivi (Valore su AI0x- inferiore a valore su AI0x+) che segnali negativi (Valore su AI0x- superiore a valore su AI0x+).

    Ma essendo gli ingressi riferiti al GND non è possibile fornire sugli stessi un valore di tensione negativo, quindi posso acquisire tensioni negative solo se il dispositivo che la genera NON ha riferimenti con segnale GND del modulo. Se è necessario acquisire più segnali negativi occorre che siano tutti riferiti allo stesso potenziale di massa e NON devono avere riferimenti con segnale GND del modulo.

    Il modulo PCB126 ha il circuito di acquisizione A/D da 5 canali galvanicamente isolato dalla alimentazione quindi il suo segnale GND è “flottante”. Nel modulo con 10 ingressi analogici i circuiti di acquisizione A/D sono due da 5 canali ciascuno galvanicamente isolati dalla alimentazione.

    Non è possibile acquisire segnali nel range 0-10 Volt perchè inserendo il ponticello si abilita un partitore di tensione su entrambi i canali AI0x- e AI0x+ riferito al segnale GND che NON avendo riferimenti al dispositivo che genera la tensione da acquisire non funziona correttamente.

    in risposta a: Comunicazione con radiomodem di backup #86114
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    L’idea di utilizzare dei radiomodem in banda libera come backup (ridondanza) è assolutamente sensata e fattibile, ma attenzione alla morfologia del territorio. I fiumi si sviluppano quasi sempre in valli, gole o comunque in punti depressi rispetto al territorio circostante. Questo significa che la linea di vista ottica (LOS – Line of Sight), fondamentale per le frequenze radio, è spesso ostruita da sponde, vegetazione fitta (foreste ripariali) o curve morfologiche. La soluzione migliore per questo scenario è sicuramente l’utilizzo di radiomodem serie D1 a 169 MHz (banda VHF) vediamo il perchè

    • Superamento degli ostacoli (Diffrazione): Le onde a 169 MHz hanno una lunghezza d’onda di circa 1,8 metri. Questo permette al segnale di “aggirare” e scavalcare ostacoli naturali (alberi, colline leggere) per diffrazione molto meglio rispetto alle microonde.
    • Zona di Fresnel: A parità di distanza (8 km), la zona di Fresnel (il “fuso” di spazio che il segnale radio richiede libero da ostacoli) a 169 MHz è più ampia, ma la capacità della bassa frequenza di penetrare la vegetazione compensa ampiamente questo fattore rispetto agli 868 MHz, che verrebbero completamente bloccati dalle foglie bagnate.
    • Portata in aria: In condizioni di buona visibilità, i 169 MHz coprono tranquillamente 10-15 km anche con i limiti di potenza della banda libera (tipicamente 500mW ERP in questa specifica banda per usi industriali/tracking).

    Per quanto riguarda lo scenario applicativo, i radiomodem hanno interfaccia seriale, mentre le tue stazioni hanno interfaccia ethernet, quindi pensavo di proporre un modulo CPU SlimLine che gestisca l’interfaccia tra la stazione ed il radiomodem. Ipotizzando che la stazione sia gestibile da protocollo Modbus lo SlimLine può acquisire i dati dalla stazione con il FB ModbusMaster, la sua seriale connessa al radiomodem riceverà le interrogazioni dal sito di raccolta dati fornendo in risposta i dati desiderati.

    Anche nel sito di raccolta dati ipotizzo l’utilizzo di un modulo SlimLine connesso al radiomodem, il suo programma eseguirà ciclicamente le interrogazioni delle 4 stazioni rendendo i dati acquisiti fruibili al dispositivo di raccolta.

    Purtroppo nelle comunicazioni via radio non vi è mai la certezza del collegamento, usando un tool gratuito come Ligowave Link Calculator, inserendo le coordinate esatte dei 4 siti e del centro raccolta, saprai subito se c’è visibilità radio o se dovrai obbligatoriamente pianificare una stazione che faccia da ripetitore su un’altura.

    Essendo una applicazione alimentata con cellula fotovoltaica, occorerà gestire lo stand-by del radiomodem abilitandolo solo ad intervalli predefiniti di tempo per economizzare sul consumo elettrico. O addirittura accendendolo solo se necessario attivare la comunicazione di back-up.

    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    La soluzione Comet utilizza i datalogger compatti della famiglia Uxxxx (Manuale utente). Questi datalogger funzionano a batteria il tempo di funzionamento varia da alcuni mesi fino a diversi anni, a seconda delle impostazioni del dispositivo. In alcuni dispositivi la batteria e di tipo ricaricabile in altri và sostituita.

    • Modelli U2422, U3430, U4440, U8410: hanno batteria ricaricabile Li-Ion integrata A8200, 3,6 V/5200 mAh e possono essere connessi ad un caricatore USB Type-C come quello dei cellulari.
    • Tutti gli altri modelli hanno batteria al litio da 3,6 V da sostituire, formato AA, capacità 2200 mAh, Tipo consigliato: Tadiran SL-760/S, 3,6 V, 2200 mAh

    Tutti questi datalogger memorizzano nella loro memoria interna i dati campionati che possono essere scaricati collegandoli ad una porta USB di un PC. In questo case-study Comet ha utilizzato un USB device server (Silex DS-510 ethernet o DS-520 WiFi) per remotare la connessione USB via ethernet o WiFi. In questo modo è possibile scaricare i dati da rete, ma attenzione i dispositivi vanno comunque connessi in USB con il device server e quindi occorre tenere presente la lunghezza massima delle connessioni USB che per USB 2 è di 5metri.

    Una alternativa sempre in casa Comet può essere offerta dal Ethernet Multilogger che permette di eseguire il log di 4 sonde esterne temperatura/umidità. Il dispositivo può funzionare sia a batteria che con alimentatore (L’alimentatore è necessario se connesso alla rete ethernet). E tramite la rete ethernet di cui è provvisto è possibile da browser eseguire la lettura dei dati in tempo reale, vederne graficamente l’andamento e scaricare i dati loggati.

    Una ulteriore alternativa in casa HW-group può essere offerta da Perseus, il dispositivo và alimentato (Ne esiste anche una versione PoE) e permette di acquisire sonde di temperatura ed umidità. Inoltre è dotato di un datalogger integrato da 32 Mbyte (Approx. 800 000 records). Da browser è possibile eseguire la lettura dei dati in tempo reale e scaricare i dati loggati.

    in risposta a: Irregolarità sulla velocità rotazione motore #86088
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Iniziamo con il dire che un “errore lettura da multimetro” sugli inverter può dipendere da diverse cause, spesso non è un vero guasto ma un problema di misura o tipo di segnale. Gli inverter generano molto rumore elettromagnetico e spike ad alta frequenza che possono interferire con la misura.

    Veniamo adesso al tuo problema, da come il cliente lo riporta, mi farebbe pensare ad un limite di corrente sul motore, se possibile farei fare queste verifiche:

    • Parametro P17.20: AI2 input voltage, visualizza la tensione in ingresso analogico AI2. Così può verificare se questa effettivamente varia.
    • Parametro P17.04: Output current, visualizza la corrente in uscita del’inverter. Così può verificare se quando la velocità del motore cambia si ha un incremento della corrente tale da portare al limite impostato che provoca quindi una limitazione dei giri.
    • Parametro P02.05: Rated current of async-motor, definisce la corrente del motore, imposta l’esatto valore in Ampere (A) riportato sulla targa del tuo motore.
    in risposta a: Monitoraggio ambiente in sito produttivo #86074
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Analizzando l’architettura del sistema avremo:

    • Nr 2 sistemi Perseus a cui verranno collegate 1 sonda HWPHT1W03M – Sensore combinato di umidità e temperatura 1-wire e 1 dispositivo DeltaOhm ARW-PMSense in Modbus RS485.
    • Nr 1 sistemi Perseus a cui verranno collegate 2 sonde HWPHT1W03M – Sensore combinato di umidità e temperatura 1-wire e 2 dispositivi DeltaOhm ARW-PMSense in Modbus RS485.

    I sensori forniti da HW-group sono automaticamente riconosciuti dal sistema ed i loro dati acquisiti direttamente. Per quanto riguarda i sensori connessi in seriale RS485 Modbus è possibile definire i registri da acquisire a cui verranno abbinate variabili all’interno del sistema (Screenshot).

    Per quanto riguarda il logging dei dati, esistono diverse possibilità:

    • Abilitare il logging direttamente nel Perseus, il registro dati (datalog) dei valori misurati ha una capacità attuale di 32 MB, che corrisponde a circa 1.000.000 di valori. Non tutti i valori vengono registrati automaticamente, ma solo le variabili per le quali è stato attivato il logging selezionando l’opzione dal menù General->Log.
    • Abilitare l’invio al portale SensDesk piattaforma cloud di HW group. I dati vengono salvati nel cloud con storico continuo (data logging automatico). Lo storage è sufficiente per mesi o anni di dati, in base al piano acquistato in licenza con possibilità di consultazione On-Line o esportazione dati (CSV/PDF).
    • Le prime due soluzioni sono senza utilizzo di programmi esterni, ma essendo tutti i dati acquisiti dal Perseus disponibili da protocollo Modbus e SNMP è possibile utilizzare programmi esterni su PC per l’acquisizione e lo storage.
    in risposta a: Monitoraggio ambiente in sito produttivo #86063
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Prima di procedere con una eventuale offerta precisiamo che, al momento, non abbiamo sensori per la misura delle polveri sottili. Dovremmo pertanto lasciare tali sensori fuori dalla nostra offerta.

    Per quanto riguarda i datalogger sarei propenso alla formulazione di una offerta basata sul sistema Perseus il naturale erede della famiglia Poseidon, ma più performante ed in grado di acquisire anche sensori di terze parti via RS485 (Modbus RTU).

    in risposta a: Informazioni su sensore di temperatura WiFi W07x1 #86052
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Il sensore di temperatura WiFi per sonde Pt1000 W07x1 disponibile per acquisizione di 1 sonda o di 4 sonde Pt1000 ha connettività WiFi: 2.4 GHz (802.11 b/g/n) e supporto alla sicurezza: WPA2, WPA3, WEP, WPA-Enterprise ecc. permette accesso dati su connessione locale in:

    • HTTP / HTTPS
    • Modbus TCP
    • SNMP (v1/v2c/v3)
    • JSON / XML (HTTP GET/POST)

    E’ possibile inoltre abilitare l’invio dei dati dati a servizi o programmi forniti dal produttore COMET:

    • COMET Cloud è servizio cloud per il monitoraggio remoto dei dati provenienti dai sensori e data logger. Se abilitato il sensore invia i dati al servizio ed accedendo da browser da PC o smartphone è possibile controllare i dati in tempo reale, consultare storici e grafici, ricevere allarmi e notifiche.
    • COMET Database è un sistema di archiviazione usato senza cloud (quindi in rete locale), basato su un database centralizzato su PC o server aziendale, raccoglie e salva i dati misurati dai sensori e permette di visualizzare, analizzare ed esportare i dati storici.

    Quindi rispondendo alla tua domanda la risposta è si è possibile usarlo esclusivamente in rete locale, le certificazioni sono fornite con il prodotto.

    in risposta a: Possibilità di upgrade RAM su tablet industriale #86044
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    I tablet industriali MODUS sono una robusta soluzione, efficace ed economica, per quelle applicazioni dove necessita un HMI mobile robusto ed affidabile. Grazie alla costruzione rugged IP65, alla batteria da 9800mAh (garantisce oltre due giorni di operatività in condizioni di utilizzo standard) ed alla potente CPU MTK MT6771 soddisfano ampiamente le esigenze della quasi totalità degli impieghi.

    Purtroppo per il tipo di assemblaggio Rugged a cui sono sottoposti i sistemi non sono aggiornabili. La memoria RAM è saldata sulla scheda madre (BGA) e non è presente alcuno slot per aggiungerne altra. Se l’obiettivo è migliorarne le prestazioni, puoi provare a:

    Liberare spazio nella memoria interna.
    Disinstallare o disattivare le app che non usi.
    Ripristinare il tablet alle impostazioni di fabbrica se è diventato molto lento.

    in risposta a: Ridimensionamento finestra posizione variabili #86018
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Farò presente questa osservazione ad Axel, ma francamente non capisco quando dici che “Preferisco avere le sottocartelle per tipologia”, perchè è proprio con Usa lo spazio di lavoro personalizzato che hai la massima flessibilità sulla definizione delle cartelle.

    Se vuoi con lo spazio personalizzato puoi ricrearti lo stesso albero di cartelle che ti propone LogicLab, inoltre puoi suddividere le cartelle  programmi, FBs, Funzioni, Definizioni, Variabili in ulteriori sottocartelle rendendo ancora più intuitivo il tuo progetto (Screenshot).

    in risposta a: Ridimensionamento finestra posizione variabili #86005
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Per ogni oggetto di progetto programma, funzione, blocco funzione, ecc… è possibile scegliere la modalità di definizione delle variabili tra il modello a griglia ed il modello a lista. Il modello a griglia è guidato quindi molto più intuitivo mentre il modello a lista è più tecnico, ma tramite i pulsanti laterali è possibile passare da un modello all’altro (Screenshot).

    La soluzione che io adotto è iniziare a definire le variabili con il modello a griglia e poi passare al modello a lista per correggerne la posizione e/o aggiungere/togliere variabili. Il modello a lista è molto più flessibile permette di copiare le definizioni da un FB ed inserirle in un altro o copiare le definizioni per incollarle in un editor di testo avanzato (Io utilizzo Notepad++) per poterle modificare utilizzando strumenti di editing avanzati che l’IDE di LogicLab non dispone per poi reincollarle in Logiclab.

    Il modello a lista è anche quello utilizzato in tutti i programmi di esempio riportati nel manuale programmazione IEC 61131-3, come riportato nel capitolo Come utilizzare gli esempi.

    Come vedi nel modello a lista non hai più limitazioni sulla finestra di visualizzazione, comunque ho inviato la tua segnalazione al supporto Axel che lo ha inserito in un ticket di sviluppo. Vedremo la possibilità del ridimensionamento finestra nelle prossime versioni.

    in risposta a: Fornitura RTU SNMP per monitoraggio armadi #85975
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Per soddisfare le Vs richieste possiamo proporre il Perseus Monitoring 150 (formato standard 1U rack 19″) che risponde nativamente a tutti i requisiti software e hardware richiesti dalla specifica (Vedi articolo). Naturalmente se il sistema deve funzionare in assenza di alimentazione occorrerà prevdere un apposito UPS di alimentazione.

    • SNMPv3: Supportato nativamente con crittografia e autenticazione per garantire la massima sicurezza richiesta dalle reti Telecom.
    • SNMP Traps/Events: Invio immediato di trap SNMP verso l’NMS/TNMS al variare dello stato di qualsiasi allarme.
    • eMail alerting: Invio immediato di e-mail di notifica al variare dello stato di qualsiasi allarme.
    • Dry Contact Input Monitoring: Dispone di 16 ingressi digitali (DI) a contatto pulito Permettono il monitoraggio del rack con acquisizione di contatti puliti (fumo, allagamento, apertura porta, stato UPS).
    • Relay outputs with NO/NC dry contacts: Dispone di 4 uscite relè di tipo NO/NC (Normalmente Aperto/Normalmente Chiuso) per il comando di dispositivi. Attivabili da logica interna o da comando SNMP.
    • Alarm Mapping verso NMS: MIB proprietaria e scaricabile direttamente dal dispositivo per una facile mappatura e integrazione degli OID sul sistema di supervisione centrale.
    • Bus 1-Wire/1-Wire UNI: Protocollo proprietario di HW group (tramite porte RJ11), permette di collegare a margherita (daisy-chain) non solo sensori di temperatura e umidità, ma anche sensori evoluti (sensori di tensione AC/DC, rilevatori di corrente 4-20mA, ecc.).
    • WLD (Water Leak Detection): Ingresso dedicato WLD che supporta cavo di rilevamento perdite, rileva acqua lungo tutta la lunghezza del cavo fino a circa 185 m. È la soluzione tipicamente utilizzata in data center, sale TLC e locali tecnici con pavimento flottante.

    Il dispositivo Perseus si integra nativamente con l’ecosistema Cloud basato su SensDesk Technology di HW group (disponibile sia come servizio SaaS globale su SensDesk.com, sia in versione freemium su HWg-cloud.com, sia come istanza On-Premise privata). La comunicazione avviene in modalità Push (sicura in HTTPS/TLS): è il dispositivo a inviare i dati verso il cloud, eliminando la necessità di configurare complessi port-forwarding o IP pubblici statici sul sito remoto.

    in risposta a: Problema di comunicazione con CPU SlimLine #85962
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Se ti colleghi in telnet al sistema con il comando Syslog puoi trovare una indicazione del tuo problema. Ma molto probabilmente la causa è che nel tuo sistema vi sono 2 schede di acquisizione analogica PCB126C130 che gestiscono ciascuna 10 ingressi analogici per un totale di 20 ingressi analogici.

    Per l’acquisizione degli ingressi analogici si utilizza il FB SysGetAnInp, ora probabilmente tu hai gestito tutte le acquisizioni consecutivamente in un program che immagino sia eseguito in task Slow. Come indicato nel capitolo Multiplexing acquisizione del manuale del FB l’accesso al modulo di acquisizione sul bus di estensione richiede un tempo variabile tra i 300-500uS. Quando si esegue l’acquisizione di molti canali nel tuo caso 20 è richiesto un tempo totale di 6-10mS. Siccome il task Slow è di default eseguito ogni 10mS può succedere che nel caso peggiore il tempo di esecuzione del task superi i 10mS e questo provoca l’arresto della esecuzione programma ed un riavvio dello stesso con conseguente perdita della comunicazione.

    Quindi per risolvere puoi multiplexare le acquisizioni come indicato nell’articolo, comunque è preferibile gestire le acquisizioni analogiche in un program eseguito in task Back che non essendo real time i 20mS di esecuzione non creano nessun problema.

    in risposta a: Configurazione moduli Yotta serie A-10xx #85950
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Di default, tutti i moduli Yotta A-10 escono dalla fabbrica con lo stesso indirizzo Modbus slave e la stessa configurazione di comunicazione (ID = 1, 9600 bps), quindi non possono essere collegati tutti insieme in parallelo, se vuoi lasciarli tutti già cablati sulla stessa RS485, in teoria puoi alimentarne uno alla volta durante la configurazione: gli altri, essendo spenti, non dovrebbero rispondere sul bus. Ma tutto dipende da come è realizzato il driver RS485.

    • Nella maggior parte dei casi moderni se il transceiver RS485 è spento ma collegato al bus, i pin A e B risultano in alta impedenza (fail-safe) e non disturbano la comunicazione degli altri dispositivi.
    • Se il dispositivo è vecchio o non ha una corretta protezione per il power-off, può verificarsi il fenomeno di back-powering attraverso i diodi di protezione degli ingressi: il nodo spento può caricare la linea, deformare i segnali o addirittura impedire la comunicazione.
    • In casi peggiori un transceiver non “failsafe” può bloccare una delle linee o alterare il livello differenziale.

    Quindi sicuramente non crei problemi ai dispositivi ma non avendo mai eseguito questo tipo di configurazione non posso garantirti che funzioni. Comunque è interessante se informi tutti noi del forum dell’esito della prova.

    in risposta a: Configurazione moduli Yotta serie A-10xx #85926
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Se stai usando i moduli Yotta serie A-10xx senza porta mini USB, la configurazione non va fatta via USB, ma direttamente tramite RS485 utilizzando il programma Yotta Utility. In effetti la documentazione generale parla della USB perché alcuni modelli della serie A-10x la includono, ma non tutti la montano.

    Per i moduli A-10xx privi di USB devi procedere così:

    • Alimenta il modulo.
    • Collega il PC alla linea RS485 del modulo tramite un convertitore USB/RS485 come questo.
    • Metti il selettore posto sotto il modulo in posizione INIT.
    • Collega un solo modulo alla volta durante la configurazione.
    • Avvia Yotta Utility e seleziona la porta COM del convertitore RS485.
    • Esegui lo scan collegandoti al modulo.
    • Modifica i parametri desiderati (indirizzo Modbus, baud rate, parità, ecc.).
    • Salva la configurazione.
    • Spegni il modulo, porta il selettore su NORMAL e riaccendilo.

    Da quel momento userà i nuovi parametri.

    in risposta a: Posizionamento scaricatore surge per antenne #85914
    Sergio Bertana
    Amministratore del forum

    Lo scaricatore TL-ANT24SP  specifica che è progettato per la banda 2.4 GHz ~ 2.5 GHz (quella del Wi-Fi) e utilizza la “Quarter Wave Technology” (Tecnologia a un quarto d’onda) quindi non è compatibile per la frequenza VHF. Per un radio modem VHF hai bisogno di uno scaricatore di tipo Gas Discharge Tube (GDT) a banda larga (che copra da DC fino a 1 o 3 GHz), con connettori adatti ai tuoi cavi (solitamente N o BNC a 50 Ohm).

    Gli scaricatori a un quarto d’onda come questo non usano una cartuccia a gas interna, ma un corto circuito fisico tarato per apparire come un “circuito aperto” (quindi invisibile) solo ed esclusivamente alla frequenza di progetto (2.4 GHz). Per tutte le altre frequenze, incluse le frequenze VHF (che sono molto più basse, solitamente tra 130 e 170 MHz), questo scaricatore si comporta come un corto circuito netto verso terra. Rispondendo nello specifico alle tue domande:

    Ha una protezione interna? Sì, ma è di tipo meccanico/strutturale (il suddetto stub a 1/4 d’onda) e non elettronico. Non c’è una cartuccia a gas (GDT) sostituibile al suo interno, motivo per cui viene definito “Maintenance Free” (senza manutenzione).

    Quale valore di tensione interviene? Non esiste una vera e propria “tensione di soglia” come negli scaricatori a gas. Essendo un corto circuito permanente per la corrente continua (DC) e per le basse frequenze, le scariche atmosferiche (che si concentrano su frequenze molto basse) vengono deviate istantaneamente a terra a prescindere dal loro voltaggio. Nella scheda tecnica viene riportata solo una Rating Voltage d’isolamento generica di 1000V per la componente RF a 2.4 GHz.

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